lasignoradellaportaaccanto
Sono una ragazzaccia amica dei gatti, libromaniaca, fioridipendente, amante delle stramberie, degli amarcord, del cinema e del buon vino. Mi piace scrivere e raccontare piccoli mondi dimenticati nei cassetti. Amo la leggerezza.

Oggi pensavo a quelle zie dai nomi strani della mia infanzia, Tettina, Laurina, Nannina, Speranza. Sorelle, cognate, vicine di casa delle mie nonne, tutte zie che nell’albero genealogico non saprei posizionare. Mal sposate o signorine grandi, pelose, con i vestiti di lycra e gli occhiali a 42 pollici. Mia madre ogni volta che mi parcheggiava da una o dall’altra si raccomandava: “Se la zia ti offre un cioccolatino rifiuta, come si dice? No grazie. Ripeti, no grazie.” “Ma perché mamma?” “Perché i cioccolatini della zia sono scaduti da due anni.” Ho avuto una strana nostalgia del Presepe permanente nel salotto di zia Nannina, di quella sensazione di spilli nella pelle che si aveva a baciare zia Speranza, mi sono mancati gli otto chili di seno di zia Tettina. Chi sarei io se Laurina non mi avesse lavato le mani con i saponi dell’Avon a forma di cozza? E poi ho pensato a mia nipote che avrà me come caso umano nei suoi ricordi e non so se son competitiva. #ginori #signoracasa

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Anni ‘50

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